12.1.10

Sempliciotta.

Sarebbe dovuta nascere sempliciotta, sarebbe stato meglio per lei e per chi le stava attorno, e sicuramente non si sarebbe posta tutti quegli inutili perchè, senza il problema d'indagare il vero senso delle cose.

Sempliciotta, non stupida, ma sempliciotta. Con il cervello limitato in confini d'ingenuità, lo sguardo delicato, di chi non conosce cattiveria o malizia o determinazione. La sempliciotta è sorridente, è spensierata. Pensa in grande o pensa troppo facile.
Non ha concretezza, vive nel mondo d'utopia, un mondo dove il Bene vince sul Male, in cui l'amica migliore è la sua Fantasia. E' come se la sua mente fosse il colino della realtà, il setaccio di una spiaggia sporca: trattiene i sogni nel secchiello, lo fa con cura, con il suo tatto leggero e la paura di poterli sciupare; la sempliciotta è piccola, ma dai sogni sconfinati.
Per lei non ci sono angoli bui, strade tortuose, cammini intralciati o da intralciare, per lei ci sono solo le rose e i fiori, volti d'acqua e di sapone, niente di cattivo, niente di scorretto. O se c'è, non riesce a vederlo, non distingue nulla se non il rosa dall'azzurro, le bambine dai bambini. La sua fede è per il Dio Amore, per il bacio del risveglio, le parole dolci, le principesse ed i ranocchi. Crede all'Amore come a ogni persona, a ogni parola detta, scambiando gentilezze per dichiarazioni, ironie con verità. E' una credulona, ma anche lei dice bugie, quelle buone però, quelle che se scoperte non tradiscono nessuno.


 Vorrei anch'io essere nata sempliciotta.
C.

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