7.2.10

REEBOK FREESTYLE

Chi mi ha vissuta, lo sa.
Sono l’emblema della sportività.










Reebok, puoi sbagliare la pronuncia, ma il senso è quello, Reebok. Da oltre un secolo veste i piedi di tutta Europa, poco importa se non ve n’eravate accorti, ma sappiate che dobbiamo tanto a Joe e Jeff Foster; in effetti più a Joe, che a Jeff, e non fatevi troppe domande.
Semplicemente fu Joe, da ragazzo, a vincere il dizionario sudafricano che, con fare quasi dadaistico, portò allo spelling del nome: Reebok sta per Rhebok, dizione afrikaans-olandese di una delle oltre novanta specie di antilopi che abitano il nostro pianeta, e non spaventatevi.


Ho pensato per anni che Reebok fosse un marchio privo di vita, da tute tecniche di seconda mano, sottovalutate e svalutate, sbeffeggiate dal baffo della Nike. Del resto, non potevo sapere. Poi un giorno le vidi, loro. Raggio di sole, terra in mare aperto, soffio di brezza, acqua nel deserto, loro: Reebok Freestyle.
Correvano i premi mesi del 2008, due anni fa e, sapete, io avevo due anni in meno, ma non meno pretese. Le capii dal primo momento e loro capirono me. Così, ora stanno qui, in una bacheca d’etere, in fondo ai piedi del letto, sacre. Attendervi è stato un piacere, mie pargole, la Free e la Style, belle di mamma.











































La Free e la Style sono uno stile libero che non si nuota. Non serve cloro o aria, del resto non stiamo parlando di scarpa che respira, ma di apnea profonda nel panorama modaiolo anni ‘80, immersione no limits nella cultura pop del tempo, un tempo nemmeno così lontano, ma lontano abbastanza da poter essere rispolverato. Reebok Freestyle sono ancora una leggenda vivente, le più vendute velocemente nella storia della società, le prime ad essere pensate specificatamente per donne, proprio quando iniziò a dilagare la mania del fitness aerobico. In fondo la moda è revival, così insegnano e così vediamo. Proposte su riproposte, percorso continuo verso l’eccellenza, e poi versioni di svariate varianti, quelle che ti pare, giallo, rosa, verde, bianco, azzurro, per un look classico rivestito di carta da caramella, per chiamare visionari e originali, i più pazzi ed eccentrici delle strade. Reebok Freestyle. Se volete saperne di più, cercate da soli.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Fanno davvero al caso mio, sempre di corsa tra bodybuilding e danza e allenamenti di cheerleading. Eh sì, proprio così. Sono la coppia giusta per me, mi fanno assomigliare così tanto a Alex Owens.

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