16.3.10

Il tuo ritaglio di tempo.

Ti mordi l’angolo del labbro anche mentre cammini, perché ci pensi, ci pensi a questo tempo strappato. Ti ripeti che se hai voluto strappare tempo per te, ora è giusto che sia tu a doverlo tenere. Sfruttare.
Smettila di pensare che strappare voglia dire squarciare, che centri qualcosa con il togliere o il perdere, non hai perso tempo, lo hai solo ritagliato. È così sdrucito, sfilacciato, che puoi unirlo come vuoi; dove occorre una toppa, tu hai il tuo tempo da intarsiare. È il tuo ritaglio di tempo e non sai fino a quando potrai permettertelo. Puoi farlo bello, personalizzarlo, farlo per te. Ci sono i bottoni, i merletti, le passamanerie, e poi ci sono le maglie, gli orli, i lembi: li prendi, li stiracchi, se hai bisogno di più tempo, basta che tendi e distendi più che riesci. Allungare ed accorciare è solo un gioco di dita, o di vita, come se avessi tu in mano i fili di ciò che sarai, come un sarto di esperienze intento a cucire la propria, imbastendo su di sé l’abito su misura, quello che cade a pennello, quello in cui ci cresci dentro, ma che non sarà mai troppo corto.

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