25.3.10

Le delusioni vivono nelle cicatrici.

Finisco sempre con l’abbassarmi, il mondo mi vuole bassa. Invece io sono nata alta, altissima, tanto che nessuno è mai riuscito a guardarmi le iridi. E allora ci provo a stare bassa, giuro che ci provo, ma poi mi chiedo perché. Che io bassa non ci voglio stare, è contro natura, mi schiacciano, mi faccio male e non vedo un cazzo. Perché una buona volta non c’è chi si alza e mi raggiunge quassù? Perché non riesco a trovarli, i simili, gli alti o più alti di me? Oh, davvero, io ci provo tutti i giorni a stare giù, me ne sto al livello più sotto, tra chi è convinto di stare al di sopra, ma non mi rimane nulla e tanto meno riesco a lasciare qualcosa di me a loro. Ma cosa dico, di un pezzo di me loro ci farebbero solo tante palline di cerbottana. Quindi, a questo punto, chi se ne frega: sono stanca di fare il marinaio, di fabbricare corde e lasciarle alle persone, mania di possessione e timore d’abbandono; sono stanca dell'unilateralità, non ne vale la pena, quelle persone non sono nemmeno ancore, non potrò farne i miei punti di riferimento, non sono salde.

Serve un’inversione di rotta.

Nessun commento:

Posta un commento