24.4.10

Sicurezza.

L’insicurezza non è femmina, cioè, non lo è per forza. L’insicurezza è un po’ di tutti, ma sono abbastanza sicura sul fatto che a me provochi singolari effetti collaterali: più sono insicura - nelle rarità delle mie circostanze in bilico, dove se sbagli, sbagli per sempre - più le mie fantasie giocano ad evolversi, tanto da suscitare in me sempre più solide sicurezze. In sintesi, la mia insicurezza è direttamente proporzionale alla mia stessa sicurezza; lo so, pare strano, ma quello scarto tra immaginario e realtà in cui tutti gli storici sembrano credere, è come se non lo vedessi o vivessi*. Piuttosto, in quello scarto, salto, scacco o dir si voglia, io oggi preferisco viverci*, e forse è per questo che non lo vedo, perché l’occhio critico, che ci scruta dall’esterno e da più lati, viene troppo spesso a mancare: è cieco.
Non importa, io amo comunque trascorrere giornate intere in quello scacco - se vuoi anche un po’ matto - mi ci tuffo e mi ci ficco, tutta, me lo prendo e me lo allargo, tutto. Ah, come si sta bene. È una condizione non condizionata, da non poter essere definita stasi. Tengo lo sguardo aperto, fisso, ma fisso altrove. Immagino come sarebbe, cosa sarebbe se io dicessi, se io chiedessi, facessi. Immagino come risponderebbe, il gesto, il saluto. La frase. Non conto inceppamenti, titubanze, tutto scorre nel mio scacco quando il re è con la regina. La luce è quella della pioggia riflessa nella mia tazza di tè senza fondo né futuro; il bersaglio è la luna, se la mancherò avrò comunque girovagato tra le stelle. Non parlo di dimensione del sogno, no, parlo del mio immaginario fatto d’immagini. Ah, come si sta bene. E la mia lingua? La mia lingua sta al passo col pensiero, e viceversa, con spontaneità, naturalezza, verità. Nel mio immaginario è tutto più vero, nel mio scarto, salto, scacco o dir si voglia io immagino talmente bene da credermi nella realtà reale. Immagino talmente bene che ciò che ho immaginato sia proprio pronto per essere vissuto*. Con sicurezza.


*N.B.
L'uso ossessivo del verbo vivere nelle sue diverse forme: /vivere su di sè/viverci dentro/vivere qualcosa.

Nessun commento:

Posta un commento