23.5.10

Divisa in due me ne sto.

E' stata una di quelle giornate lunghissime, quelle che non hanno nè capo nè coda, ma sanno di frenesia pura, sanno di fresco, di buono; una di quelle giornate in cui il vento di novità ti arriva in faccia a spettinarti i capelli: di colpo il respiro ti viene a mancare, ma poi, in quel vento, ci affogheresti volentieri, subito.


R. è così.
È riprendersi in mano la vita.
E’ respirare odore di città.
Non aria pura, ma Vera.
“Respirala tutta e stacci in apnea”

R. è un fiume di luci di Natale.
È il freddo che scorre nelle maniche
Come granelli di zucchero il mattino.
R. è aperitivi in stile africano
dove però - che brutto dirlo - non si muore di fame
R. è una buonanotte di cassate siciliane
R. è un buongiorno uccellini, natura, parco, bambini
È chiacchierate lunghe senza senso
Un filo del discorso perso
Nel disordine di camere vissute.

R. è una bicicletta.
Rossa.
Vecchia.
E’ l’ombra che pedala accanto a te.
Compagna di piazze sfollate.
La strada la sa, se rallento lei procede.
Se mi giro, lei si gira, mi guarda le spalle.
Prosegue sicura.
R. è biblioteca.
Tossire tra i silenzi.
Ripetere in silenzio.
R. è piscina.
Pelle che si abitua a un cloro sconosciuto
E non sai più la casa tua qual’è
R. è mare.
È pelle.
Rossa.
Calda.
È ginocchia sbucciate
Scorciatoie improvvisate
R. è stringere mani - ciao, Cecilia -
A facce che saranno nuove una sola volta
ma che rischieranno di perdere il loro nome
in un impasto di dialetti e risate.
R. è l’altra metà
C’era un cavaliere che è vissuto dimezzato
E la storia aveva un lieto fine, mi pare
Perché non potrebbe valere anche per me?

Ho imparato a prendere e lasciare
A far passare
Mandare giù (e non solo il fumo delle sigarette)
A pensare lontano
A non pensare
Perchè qui le persone non le scegli
Ti capitano
Le prendi così come sono
Come vengono
Ma la barca è la stessa e ti piace remare con loro
Verso la stessa direzione.

Nessun commento:

Posta un commento