22.6.10

Camicie

Alcuni nascono col dono di saper distinguere, di sapere ciò che ti può far stare bene veramente. Altri, invece, fanno più fatica, amano portare camice aderenti, e così, lì, tra i bottoni, è ovvio che tutto risalta, anche il cuore.
Ma quegli alcuni, i primi, le camicie le portano sfiancate, leggere, perché per loro l’amore è proprio come una camicia stropicciata, ti abbraccia comunque e non invade; non gli importa quello che si prende o che lascerà, vivono d’approssimazioni, al fine di svincolare da quelle complicazioni che, a parer loro, rimarranno altre e degli altri. Gli alcuni sono abili nella scissione, che non vuol dire per forza stare divisi a metà, anzi, loro si sentono vincenti, tutti d‘un pezzo; filtrano col colino in mano, fanno scivolare l’acqua distillata che gli altri berrebbero come pura sorgente, mentre tengono per sé le tossine, le cose più sporche, aprendosi i bottoni della camicia per farci passare l’aria: è fresca come quella che si respira in cima al mondo.
Gli altri, i secondi, sudano già nel trovarla, la camicia più adatta, del colore che dona, ma una volta comprata in boutique, sudano ancora; la conservano con cura, talmente pulita da sembrare intoccabile, e a volte ci ricamano sopra le proprie iniziali, è la manifestazione di un possesso, e sudano. Invece, gli alcuni, si accontentano di cercare nella bancarella dell’usato - che non ha niente da invidiare alla boutique - dove tutto è pronto all’uso, dove se una cosa non va, la si può sempre gettare; ci sono meno sensi di colpa e più curiosità, più gusto, perché chissà da dove arriva quella camicetta, chissà chi l’ha messa, chi l’ha provata, chi ci ha sudato, chissà che sapore ha.
Fino a qui, fin quando gli alcuni e gli altri non s’incontrano, l’economia delle camicie gira senza intoppi. Poi capiterà che gli alcuni un giorno si sveglieranno con una camicia indosso che non è la loro, bensì quella degli altri, non si riconosceranno, i ruoli s’invertiranno come una camicia infilata alla rovescia, di fretta, nel risveglio. Del resto si sa che starsene in cima al mondo aumenta il rischio di una bella caduta.

2 commenti:

  1. mi piace un sacco il tuo blog, forse perché quando scrivevo, lo facevo in modo molto simile al tuo. o forse non è vero, però leggere i tuoi post mi ha ricordato il blog che tenevo un sacco di tempo fa.
    adesso, invece, ho il cervello scarico e da mesi e mesi non mi viene mai in mente niente di significativo da scrivere

    comunque, brava! :)

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  2. Grazie, sei gentile. Non preoccuparti per il cervello scarico, sono utili anche i periodi più aridi. L'ispirazione arriva quando meno te l'aspetti. (Ma è come l'amore?)

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