30.9.10

Siete il mio souvenir.

Ancora una volta, in fila indiana. Incastonate al loro posto, le vostre facce come in album da collezione: siete le mie figurine, le più rare. Le trovano in pochi, e io vi ho trovato, non vi baratterei con nient’altro al mondo. Siete la mia fortuna, siete ciò che sarò io domani, mi potrò specchiare in voi ogni giorno perché in voi saprò cercarmi ed esserci di nuovo. “Io ci sono anche quando non ci sono” ve lo ripeto da mesi, me lo ripeto io stessa, le sere in cui la nostalgia arriva più forte a bagnarmi il cuscino. Spazzate via ogni altra cosa.
Siete il mio souvenir, di tutti i colori, di quella vacanza durata una vita. Lo tengo in tasca e lo faccio tintinnare: voglio ascoltarlo mentre cammino. Siete il ritmo dei miei passi. Allora portatemi lontano per tutti quegli anni che verranno e riverranno. Se mi fermerò, sono sicura che rimarrete lì ad aspettarmi. Ancora una volta, in fila indiana.

2 commenti:

  1. Mi trovo qui, alienato, in un posto che mi sta stretto perchè troppo largo. C'è un gap, una voragine che mi soffoca a causa della sua ampiezza. Meglio stare stretti e venire travolti da tante masse che hanno rubato il mio cuore, non per sentirsi soffocare, bensì respirare aria vecchia ma sempre pulita. L'ossigeno ora mi manca perchè non vi ho qui stretti attorno a me.

    "La felicità è realo solo quando condivisa"

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  2. "Bensì respirare aria vecchia ma sempre pulita": siete la mia adrenalina verde, ciò che resterà della nostra giovinezza.

    P.S.
    Quanto mi piace la parola "gap". Sei proprio un linguista. Saluti al mio critico letterario.

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