5.10.10

Dedicato

Arrivi ad un certo punto in cui ti rendi conto di avere tutto quello che vuoi. Qualsiasi cosa. Poi ti accorgi che l'unica cosa che davvero vuoi, ti manca. L'hai sempre voluta per finta, ma non l'hai mai avuta davvero. L'hai forse sognata, una volta, anni prima, quando eri ancora uno strisciante uomo in erba; non potevi capire dove stava il perno, la molla, il motore, il principio, del resto era presto. Ad ogni modo, poco dopo, per vie traverse - perché le cose troppo pulite ti viene subito voglia di sporcarle - perché il letto appena fatto ti viene subito voglia di disfarlo - hai infilato nella manica un asso e tanti due di picche da distribuire come biglietti da visita, quasi gentile nell’avvertire. È successo da sé, ti sei svegliato una mattina e hai cominciato a scegliere per te stesso, mica per gli altri. C’è chi te l’ha lasciato fare, li ringrazi e li ami. Nessun complesso di banalità nel ripeterti che l’esperienza conta, e infatti conta, ma a differenza dei luoghi comuni, aggiungi che, se a mancare è il tessuto migliore, nonché la materia grezza di nascita, è un attimo e la trama si smaglia: non si rifa, è già da buttare. Ti diverti a giudicare coloro che ne fanno uso quotidiano, avendola applicata sulla propria figura, marionette vestite da carnevale; ne hai trovate parecchie in giro, in greggi, come dei fuori moda senza tempo. Sai, con un vestito dalla trama scadente, con un tessuto mal lavorato, si può essere solo una caricatura, che perde e perde sempre.
Arrivi ad un certo punto in cui ti rendi conto di avere tutto quello che vuoi, qualsiasi cosa; che tu, il tuo tessuto natale l’hai ispessito come si deve, che non vuol dire corazza, ma semplicemente che era buono di base, ideale nel ricamarci sopra il disegno provvidenziale più raffinato. Lo segui col dito, questo schizzo, lo ricalchi. Ci sono gli intoppi e i nodi di capitan Findus da sciogliere. Oggi hai inciampato in uno talmente grosso, che non ti sono bastati i soliti dieci minuti di vivisezione. Ci è voluto più tempo, ma chi se ne frega. Scaltro, non ti sei fatto incantare dalle apparenze. Libero, non ti sei fatto rinchiudere in recinto. Forte, continui a costruire la tua supremazia incrostata. Tu metti a fuoco con precisione, sfidi ed esigi intensità. Non temi di sprofondare negli abissi, perché credo che sia proprio da lì che provieni. Mi piaci quanto non mi piacciono i deboli. Sei ciò che mi mancava.

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