22.11.10

Perchè sì/è un casino.

Quando si lascia qualcosa d’importante, tutti tendiamo a tornare indietro. La difficoltà sta nel capire se quel qualcosa fosse/era/è/sia ancora importante. Penso ne valga comunque la pena, davvero, sbattere la testa a volte conviene; ti scuoti un po’, provi: se il muro è duro male, se il muro crolla bene. Certo ci sono più fattori. Dipende anche dalla conformazione della tua testa. Da quanto è piena, se è resistente oppure marcia. Perché sì, spesso sui pensieri fissi al passato uno ci marcia sopra, è noto, si va avanti con lo sguardo voltato. Succede nel momento in cui i tempi del processo di analisi e autoanalisi vanno per le lunghe, entrando in automatico nella fase di putrefazione/afflizione/autodemolizione e salutando definitivamente la tua dignità dopo aver già tentato di mandarla a benedire. Ma si sa che il gioco più bello è quello più corto: pertanto, quando sogni all’infinito cose passate che mai più ci saranno, finisci che non sai nemmeno che cosa stai sognando, sogni e basta, confondi piccole capanne per luminosi castelli, non sai più chi sei/non vuoi più essere così/vivi la vita di un altro. Perché sì, commetti cose che se fossi ancora tu - il tu sano, non marcio - non t’appartengono, se fossi ancora tu a guardarti da fuori, non ti riconosceresti. Non sei tu, il processo di autoanalisi non può più continuare. Marcisci.
È un casino.

Anche perché per la rinascita, se mai avverrà, ci vorrà il doppio di fatica e di tempo. Quindi è vantaggioso tagliare i tempi fin da prima. I tempi di autoanalisi, sempre quelli intendo. Se capisci appena riesci il tuo errore, non occorre stare lì a rincitrullirti e cercare domande abbinando risposte per supplire scusanti. Aspettando chi/come/quanto? Fai retromarcia prima che qualcuno di troppo se ne accorga. Fai retromarcia, attento al muro alle spalle - finché non ci sbatti non sai se crollerà veramente - poi tieni la testa dritta come la tua strada e impiega poche manovre, perché sì, le cose troppo complicate non fanno che complicare ciò che hai reso, tu da solo, col tuo errore, già abbastanza complicato; fanne poche, almeno non sbagli nuovamente nell’andare avanti e indietro a vuoto. Pum, muro crollato. Fai salire quel qualcosa d’importante che avevi lasciato, se t’accorgi che non era tale hai più di un finestrino, più di una portiera. Diciamocelo, non sarà meglio una capanna reale che un castello sognato? È intima il giusto per farci entrare chi vuoi.

4 commenti:

  1. ancor prima di arrivare alla fine stavo sognando la capanna...e brava ceci! Ci siamo!
    Your friend
    colomba nera

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  2. La tua musa ispiratrice è lui. E non negarlo!

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  3. Mi incanta leggerti/immaginarti/capirti.
    Sei speciale.
    Rosh.

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  4. Colomba nera, per te ho sempre il nido sotto la grondaia, al calduccio.

    Anonimo, mi spiace tu non ti sia firmato.

    Rosh, "sei l'unica o Unica?"

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