23.12.12

Portaspilli

Il cuore è un portaspilli: in un istante si buca, ma mai si affloscia. Il mio fa il suo dovere, se ne sta al suo posto, nonostante i forellini e tutti quegli spilli cattivi che, come freccette di un tiro al bersaglio, l'hanno colpito. Probabilmente mai al centro, probabilmente mai nel suo punto più delicato, dove ci hanno cucito sopra la scritta off in rilievo, alla nascita, con un ago di inchiostro simpatico. Non la puoi scorgere sempre, ma solo quei giorni in cui sei nudo - più nudo - davanti allo specchio e la luce ti filtra da dietro.

Gli spilli che hanno forato il mio cuore sono sottilissimi. Ti scivolano tra le dita che ti pungi e nemmeno te n'accorgi. Ti si conficcano con fare impercettibile, silenziosi. Il primo fastidio quasi non lo si avverte, perché le fitte vere arrivano dopo, quando ad ogni colpo di tosse, risuonano nel petto i sibili di un vento freddo, metallico. Ed è tardi.
Gli spilli sono sottilissimi e leggeri, si adagiano sul fondo, piano piano, come fossero piume in balia dell'aria, sparendo per un po', attutiti e avvolti dall'ovatta. Poi, nella notte in cui ti giri e rigiri più del solito, lo spillo torna a galla. Gli scorgi la testa. Allora lavori con le unghie e lo ritiri fuori e ti viene in mente perché fosse proprio lì, dimenticato, nascosto bene sotto la bambagia fatta di ricordi belli e soffice felicità. Stai sicuro che in quella notte non t'addormenterai. Assieme all'ago riemergeranno tutti i pensieri che da tempo tenevi accumulati tra la pancia e il cuore, in un altro posto che nessuno ha mai trovato sulla mappa dell'anatomia. Pensi a chi ce l'aveva messo, a cosa ti aveva fatto. Del male, indubbiamente, ma mai abbastanza per dirgli ciao, ciao davvero.

Gli spilli nel cuore sono dei promemoria, degli appunti a rilascio prolungato, efficaci sulla distanza, tempratori di pazienza. Piccole bandierine aguzze, cartellini d'ammonizione. Dei lasciapassare che prima o poi, però, non ti lasceranno passare più, perché ti ho lasciato passare già troppe volte e troppo facilmente, senza permettermi di chiedere nulla in cambio. Non ti lascerò passare più, ti lascerò e basta. Perché se ti ammonisco una, due, tre, quattro, cinque, dieci, venti volte, alla trentesima mi ritrovo con trenta spilli in un unico cuore. Un unico cuore che diventa un unicum, una palla di riccio di ferro da vantare allo show dei record. Non potrei più avvicinarmi a qualsiasi calamita che mi si squarcerebbe il petto in due. Non sarei più capace di entrare in banca o uscire da un negozio senza far dedurre di averci rubato. "No, scusate, è il mio cuore, è il mio cuore che è in allarme."

Quindi sai che faccio? Mi giro e rigiro, faccio proprio le capriole, i salti, i rimbalzi, così gli spilli che mi hai conficcato qui, con il tuo arciere di gesti promessi e mai avuti, fuoriusciranno tutti. Otterrò un esercito di spilli da lanciarti addosso. Verrai ucciso in un solo colpo. Doloroso tutte le punture di veleno che mi hai causato, tutti i colpi di tosse incurabile che ho avuto. Usciti gli aghi, ucciso te, il mio cuore smetterà di funzionare da portaspilli. Ma tornerà ad essere un bellissimo portagioie.


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