11.5.13

Ombelico

Mi hanno detto che i blog rischiano di cadere nella prolissità. E la prolissità è un po' come quell'orizzonte di mare senza scogli. Nulla si vede, nemmeno la fine. Funziona così: se possiedi un blog prolisso, stai certo che il lettore virtuale non raggiungerà mai la fine dei tuoi post. Mai. Se ti va bene, leggerà le prime tre righe. Solo le prime tre righe. Orpellose, sonore e sforzatamente accattivanti. Proprio come un occhiolino fatto da uno strabico. Se ti va benissimo, il lettore passerà dalle prime direttamente alle ultime, sorvolando il nocciolo. Chi è che di una pesca si mangia il nocciolo? Ma è quando pensi che ti sia andata benissimo che subentra il misfatto: il lettore ha scorso il tuo post fino alla fine, non per leggerla davvero, piuttosto per constatare quanto il tutto fosse prolisso, lungo e di conseguenza - pregiudizialmente - noioso. Segue la fuga dal blog, dove, se tornerà, sarà per caso o per errore. Per errore d'aver cliccato su uno di quei link con gli #hashtag simpatici che dissemini in ogni tuo vivacissimo profilo social. Lo fai apposta: utlizzi Google URL Shortener affinché l'abbreviazione incentivi la curiosità. Povero lettore, apre e NO SHORT, TOO LONG. Se ti va bene leggerà le prime tre righe. Se ti va benissimo passerà dalle prime direttamente alle ultime. Buona la pesca?

Mi hanno detto che i blog rischiano di essere ombelicali, ombelicali nel senso di lunghi come cordoni. Io ho un blog ombelicale, ma perché lo nutro dalla pancia. Ci finiscono sempre tutti i sassolini: nelle scarpe erano tanti da non starci più. E allora forse dovrei usare intestinale. Ho un blog lungo come un intestino. Solamente un po’ irritato.

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