22.7.13

Patina

Oggi ho pensato che l'ora del tramonto sia esattamente come un abbraccio globale. Arriva in silenzio, con delicatezza di passo, appoggiando il suo dolce peso sul mondo. Il peso di una patina sottile, buona, di una bellezza che in musica diverrebbe un tintinnio. A volte gioioso, altre nostalgico, ma mai stridente o insopportabile. E con la patina, tutto ciò che prima si scorgeva, lo si potrà scorgere meglio. Adesso, sotto il tramonto. Perché persino la luce sembra rallentare, diminuire la sua velocità, per fermarsi ad accarezzare le montagne, gli orizzonti, i tetti delle case, immobilizzandoli in un momento felice, a tratti eterno. Così, mentre guardo le gradazioni del cielo, l'arancione, il rosa, il rosso, mi convinco che - ovunque tu sia, su quelle rive che un mare intero divide dalle mie - siano le stesse che riflettono sul tuo volto, ricordandoti ancor più bello di come ti ho lasciato. Mi convinco che, nell'abbraccio globale, io possa ritrovarti. Che il tramonto ci stringa tutti, tutti quanti, talmente forte e talmente stretto da riscoprirmi all'improvviso accanto a te, appiccicata a te, mio compagno di crepuscoli e scogliere. Ti bacerò fino a quando il Sole se ne andrà, ma poi arriverà la Luna e allora continuerò.

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