27.10.14

Incostanza della moda

Da "La Trilogia della Villeggiatura" di Carlo Goldoni, 1761 / IERI COME OGGI

Giacinta: Signor padre, mi favorisca altri sei zecchini.
Filippo: E per che fare, figliola mia?
G: Per pagare la sopravveste di seta da portar per viaggio per ripararsi dalla polvere.
F: Poh! Non si finisce mai! Ed è necessario che sia di seta? 
G: Necessarissimo. Sarebbe una villania portar la polverina di tela; vuol esser di seta, e col cappuccetto. 
F: Ed a che fine il cappuccetto? 
G: Per la notte, per l'aria, per l'umido, per quando è freddo. 
F: Ma non si usano i cappellini? I cappellini non riparano meglio? 
Brigida: Oh, oh, i cappellini! 
G: Che ne dici eh, Brigida? I cappellini! 
B: Mi fa morir di ridere il signor padrone. I cappellini! 
F: Che! Ho detto qualche sproposito? Qualche bestialità? A che far tante meraviglie? Non si usavano forse i cappellini? 
G: Goffaggini, goffaggini. 
B: Anticaglie, anticaglie. 
F: Ma quando sarà, che non si usano più i cappellini? 
G: Oh! Due anni almeno.
F: E in due anni son diventati anticaglie? 
B: Ma non sapete, signore, che quello che si usa un anno, non si usa l'altro? 
F: Sì, è vero. Ho veduto in pochissimi anni cuffie, cuffiotti, cappellini, cappelloni: ora corrono i cappuccetti; mi aspetto che l'anno venturo vi mettiate in testa una scarpa. (Elsa Schiaparelli realizzerà il cappello-scarpa in collaborazione con Salvador Dalì nel 1936)
G: Ma voi che vi meravigliate tanto delle donne, ditemi un poco, gli uomini non fanno peggio di noi? Una volta, quando viaggiavano per la campagna, si mettevano il loro buon giubbone di panno, le calze di lana, le scarpe grosse: ora portano anch'eglino la polverina, gli scarpini colle fibbie di brilli, e montano in ch'esso colle calzone di seta. 
B: E non portano più il bastone; e portano l'ombrellino per ripararsi dal sole. 
G: E poi dicono di noi! 
B: Se fanno peggio di noi!




Il dialogo è citato in Commentario Dizionario della Moda Italiana (1936), edito dall'Ente Nazionale della Moda e compilato da Cesare Meano, il quale, a sostegno delle voci di moda analizzate, inserisce noti o meno noti commenti letterari. Per la voce "Incostanza della moda" riporta un brano tratto dalla prima commedia di La Trilogia della Villeggiatura (Goldoni, 1761), al fine di riflettere sulla fugacità delle fogge. All'interno del Dizionario, sotto la medesima voce, Meano farà seguire rime estratte da Il Dialogo della Moda e della Morte (Leopardi, 1824).

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